Come installare Scout sul telefono, come usarlo in cava, in fiera e in reparto, e come ritrovare dal computer quello che avete raccolto.
Scout serve a non perdere quello che si vede. Una cava, una macchina, un dettaglio di finitura, un biglietto da visita: si fotografa, ci si parla sopra, e finisce in un archivio comune dove si può ritrovare mesi dopo — anche da chi non c'era.
Non è una galleria di foto. È un archivio a cui si possono fare domande in italiano: «chi produce il beige in Turchia?», «cosa avevo visto in quella cava vicino Alicante?». Risponde citando le catture su cui si basa, e se non sa una cosa lo dice.
scout.salvatoriofficial.comscout.salvatoriofficial.comAlla prima fotografia il telefono chiede il permesso per fotocamera, microfono e posizione. Vanno concessi tutti e tre: senza posizione la cattura finisce in archivio senza sapere dove è stata fatta, e sulla mappa non compare.
Scout funziona anche senza installarla: basta tenere aperta la pagina. Installandola però si apre in una finestra sua, senza barre del browser, e si trova fra le applicazioni.
Su Chrome da computer la voce non sta nel primo livello dei tre puntini. Cercala così, in quest'ordine:
chrome://apps — se Scout è
lì, sei a posto.Su Safari da Mac l'installazione non c'è: si usa dalla pagina normale, e funziona uguale.
Apri l'app, tocca il menu ☰ e scegli ACCESSO, poi Entra con Microsoft. Sono le stesse credenziali della posta aziendale.
Da quel momento l'app sa chi sei: ogni cattura porta il tuo nome. Non c'è nessun codice da ricordare.
Una visita è il contenitore di una giornata o di un luogo: «Marmomacchine 2026», «Cava Ozoulaslar», «Reparto finiture». Tutto quello che catturi mentre è aperta porta quel nome, e ritrovare le cose diventa immediato.
Si apre dal menu, indicando chi / dove, il tipo (cava, fabbrica, showroom…) e se è stato un incontro o un passaggio.
Se ti allontani di qualche chilometro o passano molte ore, l'app chiede «sei ancora qui?» e propone di chiuderla o di aprirne una nuova. Serve a evitare che le foto di sabato finiscano dentro la fiera di mercoledì.
È la schermata che si apre lanciando l'app: sopra il contesto, in mezzo l'inquadratura, in basso i cinque comandi.
| N. | Comando | A cosa serve |
|---|---|---|
| 1 | Visita aperta | Nome e tipo del posto in cui sei. Tutto quello che catturi porta questo nome. |
| 2 | Inquadratura | Quello che vede la fotocamera. Tocca per mettere a fuoco. |
| 3 | Lucchetto | Scatta marcando la foto come solo interno: entra in archivio ma non esce dall'azienda. |
| 4 | abc | Nota scritta: numeri, nomi, misure, o testo incollato da altrove. |
| 5 | Tasto grande | Scatta una foto. Tenendolo premuto ne fa più di una di fila. |
| 6 | Elenco | Apre le Catture di questo apparecchio, e da lì il menu: Archivio, Accesso, Mappa, Cestino, Manuale. |
| 7 | Microfono | Tieni premuto e parla, lascia per chiudere. Fatto subito dopo uno scatto, la nota si attacca a quella foto. |
| 8 | Ultima cattura | Compare in basso sopra l'inquadratura: è l'anteprima di ciò che hai appena preso, per controllare al volo che sia venuta bene. |
Serve per quello che non deve uscire dall'azienda: un disegno tecnico, un capitolato, il lavoro di un concorrente, una carta vista da un cliente.
La cattura entra comunque in archivio e resta cercabile da chi ha i permessi: non è un cassetto privato né un nascondiglio. Cambia solo la distribuzione — niente export, niente invio a terzi, niente materiale che finisce in un brief.
Riconosci una cattura riservata dall'etichetta rossa ● Solo interno nell'elenco. Se hai scattato col tasto normale e poi ti accorgi che serviva il lucchetto, tieni premuto sulla cattura e scegli Segna: solo interno.
| Cosa | Come | Quando serve |
|---|---|---|
| Foto | il tasto tondo grande | lastre, macchine, dettagli, ambienti |
| Video | tieni premuto il tasto tondo, inquadra e parla; lascia per fermare (massimo 60 secondi) | un pezzo che si capisce solo muovendosi intorno: quello che dici diventa testo, come per la nota vocale |
| Nota vocale | tieni premuto il microfono e parla | spiegare cosa stai guardando: è la parte che vale di più |
| Nota scritta | il tasto abc | numeri, nomi, misure — o testo incollato da altro |
| Documento | foto marcata «solo interno» | disegni e carte che non devono uscire dall'azienda |
Il commento vocale fatto subito dopo una foto le si attacca da solo. In elenco vedrai una sola riga — la foto — con scritto «· nota vocale 30s»: aprendola trovi dentro l'audio e la trascrizione. Sono una cosa sola, non due.
Parla come parleresti a un collega: «questa è la lucidatrice Simec, fa 12 lastre l'ora, il proprietario dice che il bateig azul scarseggia». L'archivio trascrive tutto, e da lì in avanti quelle parole si possono ritrovare.
Fotografa il pezzo o il cartello, poi tieni premuto il microfono e racconta: «stand della Nuova Marmi, questo è un beige turco che chiamano Bursa light, dicono di avere blocchi in pronta consegna, il commerciale si chiama Ahmet». Foto e voce restano attaccate: fra sei mesi basta chiedere all'archivio «quel beige turco visto in fiera» e torna fuori tutto.
Quando qualcuno ti dà un prezzo mentre cammini — «i blocchi stanno sui 480 a tonnellata, ma dipende dalla resa» — non serve la carta: nota vocale, dieci secondi. Di' anche chi l'ha detto e quando vale: un prezzo senza la fonte e senza la data, fra tre mesi, non si può usare per trattare.
È il caso in cui Scout rende di più, perché sono le informazioni che si dimenticano per prime. Apri una visita col nome dell'azienda e raccogli man mano:
Non serve organizzare niente sul momento: si raccoglie e basta. L'ordine lo mette l'archivio — il lavoro tuo è solo non lasciare che quelle cose restino in testa, dove svaniscono in poche settimane.
Una cerniera particolare vista a Pordenone, un attacco, una piega di lamiera: fotografa da vicino e di' a voce perché ti ha colpito — «questa cerniera regge un'anta pesante senza montante a vista, la fa una ditta di Sacile». La foto da sola, fra un anno, non ricorda perché l'avevi fatta.
Un top lavabo con una soluzione interessante, un accostamento riuscito, un difetto di posa da non ripetere: foto più nota vocale. Se sei in un posto dove non puoi parlare, scatta e basta: il commento lo aggiungi appena esci, dal telefono o la sera dal computer.
Se una riunione l'hai registrata con il Plaud, o hai preso appunti su OneNote, sul
telefono o su un foglio, non serve rifare il lavoro: apri la visita giusta, tocca il tasto
abc e incolla la trascrizione. Da quel momento quel testo è cercabile
insieme a tutto il resto.
Se l'appunto si riferisce a un giorno diverso da oggi, aprilo dopo averlo salvato e correggi la data (punto 13): l'app propone anche la data che trova scritta dentro il testo. E se sai dov'eri, incolla il link di Google Maps nel campo posizione — così quell'appunto compare sulla mappa insieme agli altri.
Menu ☰ → ARCHIVIO. Qui c'è tutto quello che è stato raccolto — da te e dagli altri — con autore, data, visita e posizione.
Le catture salgono da sole quando c'è rete. Senza campo si continua a lavorare: restano in coda sul telefono e partono appena torna il segnale. In cava non serve fare niente.
| Segno | Significa |
|---|---|
| ● verde — Caricato | è in archivio, lo vedono tutti |
| ● dorato — In coda | è solo sul telefono, sale appena c'è rete |
| ● rosso — Solo interno | non esce dall'azienda |
In alto nell'archivio c'è un campo: si può cercare una parola oppure fare una domanda in italiano.
Sotto la risposta compare sempre «su cosa si basa»: le catture usate, con autore e data. Toccandole si aprono. Una risposta senza le sue fonti non andrebbe creduta — per questo ci sono sempre.
Se l'archivio non sa una cosa lo dice, invece di inventarla. È voluto: un archivio che risponde bene a caso è peggio di uno che tace.
Menu ARCHIVIO → MAPPA: tutte le catture che hanno una posizione, su una mappa vera che si muove e si ingrandisce. Dove ci sono più catture nello stesso posto compare un numero; toccandolo si apre l'elenco, e da lì si entra nelle singole catture.
Toccare una riga la apre. Da lì si possono correggere:
Le correzioni valgono anche in archivio: le vedono gli altri e valgono anche dagli altri apparecchi.
Se scrivi tu la posizione o la data, la cattura viene segnata come indicata a mano: l'archivio distingue sempre ciò che il telefono ha misurato da ciò che ricordi tu. Non è diffidenza — è ciò che rende affidabile tutto il resto.
Stesso indirizzo — scout.salvatoriofficial.com — da qualunque
browser. Dal computer si fa il lavoro di scrivania:
| Sintomo | Cosa fare |
|---|---|
| La fotocamera non parte | L'app dice il motivo e offre Riprova. Se il permesso è negato: Impostazioni → Scout → Fotocamera |
| Non vedo una cattura fatta da un altro | Stai guardando «Catture» e non «ARCHIVIO». Vedi il punto 14 |
| Le novità non compaiono | Chiudi l'app dallo switcher (non basta mandarla in secondo piano) e riaprila |
| Non riesco a entrare | Menu → ACCESSO → Entra con Microsoft. Se dice che non sei abilitato, scrivi a Gabriele |
| Ho eliminato per sbaglio | ARCHIVIO → CESTINO → Ripristina |